Welfare, via libera al Centro per la giustizia riparativa a Genova

La giunta comunale ha approvato l’istituzione del primo centro ligure, con sede presso il Nodo Parlato. Dal prossimo anno sarà operativo e offrirà percorsi di mediazione tra vittime, autori di reato e comunità

A partire dal prossimo anno Genova ospiterà il primo Centro per la giustizia riparativa in Liguria. La decisione è stata presa oggi dalla giunta comunale, che su proposta dell’assessora al Welfare Cristina Lodi ha approvato la sottoscrizione del protocollo d’intesa necessario per l’attivazione del nuovo servizio nel distretto della Corte d’Appello di Genova, competente per l’intera regione e la provincia di Massa.

Il centro avrà sede presso l’associazione “il Nodo Parlato” e rappresenterà un punto di riferimento unico a livello regionale, in attuazione della riforma introdotta dalla cosiddetta Legge Cartabia.
Un percorso volontario di adesione
«In questi mesi – ha spiegato l’assessora Lodi – abbiamo avviato una serie di approfondimenti e confronti tecnici, coordinati da Anci Liguria e Anci nazionale, con il ministero della Giustizia per arrivare anche a Genova all’attuazione dei programmi di giustizia riparativa. L’adesione da parte del Comune è stata volontaria e il Centro sarà il primo e unico in Liguria».
Il protocollo approvato consente a vittime di reato, persone indicate come autori dell’offesa, familiari e soggetti appartenenti alla comunità di accedere ai percorsi di giustizia riparativa. Potranno essere coinvolti anche enti, associazioni rappresentative di interessi lesi, rappresentanti di istituzioni pubbliche e autorità di pubblica sicurezza.
Ascolto, responsabilità e ricostruzione dei legami
I programmi di giustizia riparativa mirano a valorizzare il ruolo della vittima, a favorire la responsabilizzazione dell’autore dell’offesa e a ricostruire i legami con la comunità. «Crediamo fortemente nell’utilità di questo istituto per la sua profonda valenza sociale – ha aggiunto Lodi –. La vittima avrà uno spazio per essere ascoltata, mentre chi ha commesso un reato potrà intraprendere un percorso di comprensione delle proprie azioni e reintegrazione, rafforzando la coesione sociale e la sicurezza collettiva, evitando spirali di odio».
Il modello organizzativo, stabilito dal D. Lgs. 150/2022 e dai successivi provvedimenti attuativi, prevede che in ogni distretto di Corte d’Appello vengano garantiti livelli essenziali di prestazione (Lep) uniformi. I programmi saranno gestiti da mediatori esperti iscritti in un apposito elenco nazionale, con il possibile supporto di interpreti.
Le prossime tappe
L’attivazione del Centro a Genova richiede ora la raccolta di tutti i protocolli territoriali. Successivamente il Ministero porterà in Conferenza unificata il decreto per la ripartizione delle risorse destinate a ciascun distretto di Corte d’Appello: circa 220.000 euro per la fase iniziale. Dopo l’approvazione, il provvedimento passerà al Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Con l’apertura del Centro, Genova diventerà un punto di riferimento regionale per la giustizia riparativa, in un’ottica che mette al centro non solo la sanzione, ma anche la ricostruzione di relazioni e comunità.
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